Villa Belgiojoso Bonaparte

Prodotti: 

• KEIM Stucco veneziano minerale®

• KEIM Conctact plus®

• KEIM Granital®

• KEIM Loxetan®

La Villa, progettata dall’ Architetto d’origine viennese Leopoldo Pollack, fu costruita per Lodovico Barbiano di Belgiojoso tra il 1790 e il 1796. L’ architettura neoclassica della Villa si articola in una disposizione razionale di spazi e volumi su tre livelli. Nella parte frontale si sviluppa con due ali  laterali a racchiudere il cortile d’onore, mentre sul retro un elegante prospetto articolato da colonne  scanalate è arricchito da bassorilievi e statue raffiguranti soggetti e temi mitologici. Il programma iconografico delle sculture, ideato da Giuseppe Parini e tradotto in immagini dal pittore Traballesi, doveva sottolineare la nobiltà, la generosità e la convivialità del committente. Anche all’interno, nei soffitti delle sale, le decorazioni a stucco hanno elementi di ornato che contornano figure raffiguranti  grifoni, aquile, sfingi oltre agli emblemi famigliari dei Belgiojoso. Il giardino ricrea un paesaggio naturale dove la vegetazione lascia affiorare antiche rovine. Le forme naturali e romantiche del giardino si integrano perfettamente, esaltandolo, al carattere classico e razionale dell’edificio.

L’ Arch. Libero Corrieri, della Soprintendenza di Milano, ha guidato il restauro, terminato nel 2006, allo scopo di poter restituire alla città di Milano la Villa Belgiojoso Bonaparte con le cromìe il più   possibile conformi al progetto originale dell’ Architetto Pollack. Le indagini stratigrafiche effettuate sulla superficie muraria hanno documentato le variazioni cromatiche che si sono susseguite nel corso degli anni. Una volta individuate le cromìe originali, sono state eseguite delle campionature. Gli intonaci del corpo centrale della Villa sono stati conservati e con essi le finiture più antiche; sopra di essi è stata stesa una nuova rasatura con calce idraulica naturale. Al fine di preservare le finiture originali, di comune accordo con la Soprintendenza, sono stati rimossi gli strati pittorici più recenti mantenendo quelli a base di caseina. La finitura è in pasta. Per le facciate è stato utilizzato KEIM STUCCO VENEZIANO MINERALE, per le sue caratteristiche di alta traspirabilità e durata che si sposavano al meglio con gli intonaci di calce idraulica del sottofondo. Le cornici delle finestre in pietra presentavano cromatismi dissimili fra loro; si è optato per una riproposizione cromatica, che potesse rispecchiare quella originale. Le pietre erano state infatti dipinte con più strati di tempera alla caseina estremamente compatta e perfettamente aderente al substrato. È stato inevitabile ricorrere ad una velatura per uniformare l’ interferenza visiva, quindi si è deciso di conservare gli strati sottostanti stendendo sopra di essi KEIM CONTACT-PLUS, fondo minerale ancorante per ottenere un effetto granulare simile alla pietra arenaria. In un secondo tempo è stato possibile procedere con le velature. Analogo problema si è presentato nella conservazione dei bucrani del coronamento e degli altorilievi visibili sulla facciata. Infine, si è intervenuti cromaticamente con delle velature eseguite con KEIM GRANITAL. Gli androni sono stati oggetto di un approfondito studio sulla ricerca delle finiture originali. L’ intervento vero e proprio, in particolare sull’androne ad ovest, è  iniziato con un importante lavoro di consolidamento delle volte. È poi proseguito seguendo un iter di rimozione degli strati pittorici meno coerenti fino a rimuovere delle sovrapposizioni di cementite allo scopo di arrivare allo strato color verde scuro della pittura alla caseina, oltre al quale è stato praticamente impossibile procedere. Una volta ripulite le superfici si è potuto procedere alla stesura dei fondi preparatori per applicare le nuove finiture eseguite con KEIM BIOSIL-GRUND con sovrapposizioni mediante l’utilizzo di spugne e pennelli morbidi. Infine tutte le superfici esterne sono state ulteriormente protette con KEIM LOTEXAN, prodotto polisilossanico.

Impresa esecutrice: Impresa Borghini

Restauratori: Adriano e Luisella Vignando

Per la Soprintendenza ai beni architettonici e

paesaggistici della Lombardia: Dott. Arch. Libero Corrieri

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