Tinta garantita per 20 anni

FATTE PER DURARE, NON SOLO A PAROLE MA ANCHE NEI FATTI

La facciata di un edificio è il suo tratto distintivo

Scegliere la tinta di un edificio equivale a dargli un’identità. È l’interazione fra l’architettura e i colori utilizzati che dà a un edificio un carattere unico e distintivo. Il ruolo essenziale che le tinte svolgono nell’architettura è riconosciuto da tutti, e da molti secoli sono considerate uno strumento creativo irrinunciabile in mano all’architetto o al progettista.

Pure la psicologia studia da tempo gli effetti dei colori sulle sensazioni umane e sul nostro senso di benessere, dando ulteriori spunti per sfruttare efficacemente queste conoscenze nella progettazione edile.

Investire nelle tinte e nell’effetto cromatico ripaga sempre

La tinta della pittura è l’elemento creativo più efficace, e al tempo stesso più economico nella progettazione architettonica. Che si tratti di una villa unifamiliare o di un condominio, di un palazzo commerciale o amministrativo, la scelta delle tinte giuste, correttamente armonizzate fra loro, aumenta sempre il valore dell’immobile e il benessere di chi ci abita o lavora.

Sbiadimento o alterazione della tinta: un difetto evidente e grave

Il fenomeno delle pitture per esterni che cambiano colore nel tempo è noto da sempre, ed è un difetto estetico sotto gli occhi di tutti. Un esempio che conosce chiunque è l’effetto prodotto dagli scuri: una facciata si presenta sbiadita, ma dietro agli scuri delle finestre, che proteggono la superficie dal sole e dagli agenti atmosferici, spicca la tinta originale della pittura rimasta quasi inalterata. Ovviamente, fenomeni come questo pregiudicano parecchio l’impressione estetica di una facciata, non solo perché sono esteticamente sgradevoli, ma anche perché vanificano del tutto le scelte cromatiche accuratamente studiate al momento della progettazione.

 

I FATTORI CHE INCIDONO SULLA STABILITÁ DELLA TINTA – CONOSCERLI E COMPRENDERLI …

La stabilità cromatica e l’effetto ottico di una pittura per esterni dipendono da diversi fattori, tra i quali spiccano la luce, le intemperie e gli inquinanti atmosferici. Ecco perché, per la stabilità di una pittura, è assai importante la resistenza dei pigmenti cromatici alla luce (soprattutto ai raggi ultravioletti) e agli agenti chimici atmosferici (“piogge acide”).


Mentre i pigmenti organici, prodotti in grandi quantità e a costi molto bassi, si alterano visibilmente nelle loro tinte sotto l’effetto dei raggi ultravioletti, i pigmenti inorganici, di origine minerale, si estraggono da materie prime naturali – come gli ossidi di ferro – e conservano nel tempo la propria resistenza ai raggi ultravioletti, mantenendo inalterato per decenni il colore originario. Un altro fattore che – come detto – può alterare la tinta di una pittura sono le sostanze inquinanti aggressive (“piogge acide”), e anche in questo caso, solo i pigmenti inorganici accuratamente selezionati resistono agli acidi.

QUINDI: LE UNICHE PITTURE DOTATE DI RESISTENZA CROMATICA SONO QUELLE A BASE DI PIGMENTI MINERALI SELEZIONATI.

Due tipi di pigmenti, due tipi di composizione e resistenza

I pigmenti coloranti si suddividono in due categorie: i pigmenti organici e quelli inorganici (minerali)

Classificazione delle pitture per esterni

L’Istituto nazionale tedesco per le pitture e la conservazione degli immobili (Bundesausschuss Farbe und Sachwertschutz e.V.) ha pubblicato, nella scheda tecnica n. 26 del luglio 2007, una classificazione delle alterazioni cromatiche subite da pitture per esterni di media qualità, suddividendo i prodotti esaminati in tre categorie di qualità (1, 2 e 3) in base ai leganti contenuti, e in tre gruppi (A, B e C) a seconda dei pigmenti utilizzati. Combinando il gruppo e la categoria, si ottiene un codice di resistenza cromatica attribuibile a ciascuna pittura per esterni, il migliore dei quali è il codice A1 (cfr. scheda tecnica 26, pag. 8, tabella 1).

Nella tabella 2 sono descritte le alterazioni prevedibili per le pitture da esterni dovute ai leganti (sfarinamento visibile), e nella tabella 4 quelle dovute ai pigmenti (alterazioni cromatiche), ipotizzando un periodo di esposizione di tre - quattro anni.
Le tabelle indicano che una pittura per esterni del gruppo A dopo tre o quattro anni non presenta quasi nessuna traccia di sfarinamento visibile, e per quanto concerne i pigmenti, la categoria 1 si distingue per “l’assenza pressoché totale di variazioni cromatiche” (cfr. scheda 26, pag. 9 segg.).


20 anni di tinta garantita e certificata

Le pitture ai silicati per esterni KEIM dimostrano da decenni la propria efficacia in fatto di resistenza cromatica, e sono classificate col codice di qualità A1.

Come se ciò non bastasse, da oggi chi sceglie di affidarsi alla nostra selezione sistematica e meticolosa dei pigmenti per le nostre pitture, è ripagato con una promessa di qualità unica sul mercato:

20-ANNI DI STABILITÀ CROMATICA

Garantiamo una costanza della tonalità di 20 anni sulle facciate trattate con i nostri prodotti “Classici” da eventuali variazioni di colore imputabili ai pigmenti. Si prega di osservare le condizioni di garanzia nella pagina seguente.

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